Francesco Pungitore
Francesco Pungitore

la lezione di frankl

Psicoanalisi, psicologia: e la mente corre subito a Vienna, la capitale delle tre scuole psicoterapeutiche più note, riconducibili alle figure di Sigmund Freud, Alfred Adler e Viktor Frankl. La filosofia, quella pratica, quella che si occupa dei problemi della vita e non si rinserra nel chiuso delle aule universitarie, non può prescindere da un rapporto dialettico fecondo e costruttivo con l'immenso lavoro sistematico lasciatoci in eredità da questi straordinari giganti del pensiero. In particolare, appaiono evidenti i punti di contatto tra la moderna consulenza filosofica e la logoterapia frankliana, la cui analisi esistenziale è incentrata sui concetti chiave del vuoto di senso e della ricerca di senso. Il nichilismo contemporaneo, che riflette la mancanza di significato della vita, va superato, secondo l'impostazione logoterapeutica, riscoprendo nell'uomo la sua forza di resistenza qualitativamente più elevata, quella dello spirito. Frankl, non a caso, amava definirsi uno psicologo delle "altezze", quasi a tracciare una linea di demarcazione netta con le altre psicologie del "profondo". Paradigmi che, già di per sé, esprimono riferimenti filosofici molto forti, da Husserl ad Heidegger, da Spengler a Jaspers. Ma se è vero che il volto dell'angoscia contemporanea è la mancanza di senso, allora è ancora più evidente come questa crisi dei significati e dei valori nasca, fondamentalmente, in una dimensione di carattere filosofico, e proprio in essa possa essere preventivamente affrontata e risolta. L'immagine stessa dell'uomo va ridisegnata correttamente, riconsiderandola in termini olistici, come unità pluridimensionale bio-psico-noetica, come unità indivisibile e complessa di corpo, anima e spirito. Dunque, va superata l'idea che l'uomo sia condizionato, alla base, da un mero sistema chiuso, meccanicistico e deterministico, di istinti e pulsioni, da cui derivano nevrosi, fissazioni e costrizioni. Al contrario, la sua essenza primaria è la coscienza. Una coscienza aperta verso il mondo che si estrinseca e si trascende attraverso scopi e progetti. L'uomo è, alla base, un soggetto di atti spirituali e in ciò risiede la sua natura originaria, la sua natura di essere filosofante che, proprio sul terreno della sfida filosofica, pensa e agisce, autodeterminandosi in termini di libertà e responsabilità. La sua sfida primaria non è il piacere, non è il potere, ma la ricerca di senso, la volontà di significato. Il problema del senso, dunque, è prioritario ed assume forti connotazioni filosofiche nel momento in cui si affronta in termini preventivi, già prima di degenerare in patologie e sindromi da curare. Il filosofo può intervenire quasi pedagogicamente, lavorando sulla normalità delle situazioni esistenziali che richiedono interventi di cura in una forma, essenzialmente, educativa. Pertanto, una filosofia capace di aiutare lo sviluppo pieno e consapevole del pensiero e della creatività, senza somministrare teorie e dogmi preconfezionati ma portando alla luce gli originali e unici scopi creativi di ogni singolo uomo, può interagire proficuamente con la logoterapia e le altre forme di psicoterapia. La funzione maieutica della consulenza filosofica può essere in grado di liberare felicemente tutte le potenziali prospettive di senso che ogni uomo custodisce in sé, alimentando la positiva tensione vitale che si innesca tra l'essere e il dover-essere dell'uomo, tra l'uomo e i suoi scopi.

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