Francesco Pungitore
Francesco Pungitore

Patto etico contro la ludopatia

Un "patto etico" per sensibilizzare l'opinione pubblica contro il fenomeno dilagante dei giochi d'azzardo e delle scommesse e gli inevitabili rischi connessi in termini economici, sociali, morali e sanitari. Lo hanno sottoscritto il 21 aprile 2012 a Soverato, in Calabria, presso la sala convegni di Villa Ersilia, un motivato gruppo di imprenditori, professionisti, uomini di cultura e politici calabresi che si impegneranno personalmente, ognuno negli ambiti di propria competenza, al fine di avviare azioni concrete in ambito mediatico e culturale.
Il comitato promotore si è costituito, simbolicamente, con una iniziativa pubblica promossa da Gianni Sgrò, presidente dell'associazione "Soverato nel Cuore", e coordinata dal giornalista e filosofo Francesco Pungitore. I primi firmatari, presenti all'iniziativa di sabato, sono stati: Pippo Callipo, già candidato a presidente della Regione ed esponente storico di Confindustria Calabria; Antonio Corasaniti, sindaco di Davoli e presidente dell'Unione degli otto Comuni del Versante Jonico della provincia di Catanzaro; Leonardo Taverniti, sindaco di Soverato; Renato Puntieri, presidente del Gal Serre Calabresi; Claudio Venditti, addetto stampa regionale di Coldiretti; Francesca Salatino, referente locale dell'associazione consumatori Adiconsum; Vittorio Daniele, docente universitario di Economia politica. Una iniziativa dal basso senza precedenti, cui hanno già dato la loro adesione di principio anche i sindaci di Lamezia Terme, Gianni Speranza, e di Amaroni, Arturo Bova. Da qui a breve seguirà una seconda iniziativa, di più vasto respiro, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.
Il protocollo d'intesa – ha spiegato Francesco Pungitore - ha soprattutto il valore forte di un richiamo etico, filosofico e pratico contro l'euforia dilagante da giochi e scommesse che, oltre a devastare intere famiglie, ogni anno in Italia disperde inutilmente nel nulla risorse che superano il 3 per cento del Pil nazionale. C'è, infatti, una questione di tipo morale, di senso e significato, alla base di un problema sempre più esplosivo e drammatico. E' stato infatti sottolineato nel corso dell'incontro che nel 2011 gli italiani (dati ufficiali Agipronews) hanno speso quasi 80 miliardi di euro in giochi e scommesse, con introiti per lo Stato pari a 9,3 miliardi di euro. La raccolta del 2011 ha fatto registrare una crescita del 24,3% rispetto all'anno precedente: gli incassi sono aumentati rispetto al 2010 di 15 miliardi di euro. Il 2011 è stato anche l'anno dei giochi online: poker, casinò, scommesse che hanno generato un volume di quasi 10 miliardi di euro. E' quindi più che raddoppiata la raccolta del 2010, che era stata di 4,8 miliardi. Per quanto riguarda il 2012 la prospettiva è di un altro raddoppio. Nel primo trimestre nelle sole partite di poker cash online, secondo analisti del settore, la raccolta è stata superiore ai 2,4 miliardi con una spesa effettiva degli italiani intorno ai 73 milioni e un incasso per l'erario di circa 14 milioni. Il valore enorme di questo mercato è stimato intorno al 3-4% del Pil, con un indice esponenziale di dinamismo, innovazione tecnologica e distributiva in questo settore (ad opera e a vantaggio di imprenditori e investitori non sempre meritevoli e trasparenti) e calma piatta in tanti altri che produrrebbero vero benessere sociale. Ciò si registra in una particolare congiuntura economica che vede aumentare le tasse e crollare pesantemente i consumi e l'occupazione. In periodi di incertezze e ristrettezze il gioco apre una finestra su un mondo di emozioni e opportunità, e tanti si lasciano ammaliare. E' fonte di massicci guadagni per le società che ci lavorano in maniera lecita e illecita. Il gettito per le casse dello Stato è però stazionario, anzi persino in leggero calo.
Con la diffusione delle sale bingo, le slot machine da bar, i siti internet, è esploso il fenomeno dei malati da gioco, una piaga sociale che cresce e rischia di diventare un fenomeno patologico come l'alcolismo o la dipendenza da sostanze. E' soprattutto in tempi di crisi economica che prende piede l'illusione di poter vincere "facile" e cambiare vita col gioco, un settore che lo Stato stesso invece di limitare e regolamentare ha contribuito a promuovere su larga scala ("gioca senza esagerare" alla fine di uno spot può solo mettere a posto le coscienze...). Intanto aumenta il numero di coloro che sviluppano dipendenze patologiche dal gioco che rischia oggi di diventare un'emergenza sociale anche fra giovani e giovanissimi. Nonostante il divieto di giocare per i minorenni il gioco è diffuso anche fra giovani e adolescenti. Non sono pochi i ragazzi che hanno la possibilità si spendere discrete somme di denaro senza alcun controllo dei genitori, che non conoscono altro modo per distrarsi da problemi familiari o scolastici e passano la maggior parte del proprio tempo da soli o connessi al pc, che non hanno altri hobby né occasione o motivazione. La patologia in quanto tale va ben oltre il "vizio" in quanto il giocatore perde più o meno rapidamente il controllo e la libertà sul proprio comportamento di gioco, sul proprio investimento in termine di tempo e denaro. L'impulso diventa irrefrenabile, il gioco diventa il pensiero e l'attività principale della giornata e, nonostante le conseguenza negative che comporta, non si riesce a smettere.
Di fatto il nostro Paese sta celebrando un vizio privato come pubblica virtù, imponendo il pagamento di una tassa occulta rispetto ad un "vizio" tollerato perché patrocinato dallo Stato ma con conseguenze devastanti sul piano socio-sanitario se è vero che la ludopatia è ormai una vera e propria forma di dipendenza patologica che mette in discussione la sopravvivenza di intere famiglie. La crescente diffusione del gioco anche nei nostri territori costituisce un motivo di allarme sociale. In un periodo di crisi come l'attuale, infatti, sono purtroppo sempre più numerosi i casi di persone che, nell'illusione di un facile guadagno, vanno in rovina a causa del gioco compulsivo mentre ingenti somme di denaro vengono distratte dall'economia reale, dal circuito virtuoso dello sviluppo, e dirottate verso settori parassitari della finanza globale.
Con la sottoscrizione del protocollo d'intesa di Soverato, dunque, i firmatari hanno inteso instaurare un rapporto di collaborazione per il perseguimento delle finalità di seguito indicate: sensibilizzare enti ed istituzioni nazionali e locali a predisporre un regolamento più rigido per la disciplina del gioco, delle sale da gioco e scommesse, degli apparecchi e congegni da intrattenimento e svago; invitare il Governo, il Ministro dell'Economia, il Ministro dell'Interno, il Ministro della Salute ed il Direttore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ad assumere tutte le iniziative ritenute opportune e necessarie per investire sull'economia reale e scongiurare la diffusione incontrollata degli strumenti di gioco e scommesse, in particolare delle slot machine, in locali pubblici o aperti al pubblico a cui possano accedere anche i minori o le fasce socialmente più deboli; effettuare una campagna mirata per eliminare le campagne pubblicitarie a favore del gioco e per promuovere una adeguata e massiccia informazione circa i pericoli connessi al gioco compulsivo; agire per tutelare quelle categorie più esposte attraverso azioni e scelte di coraggio che sappiano armonizzare l'offerta del gioco con i rischi che questo comporta e regolamentare la loro presenza sul territorio in modo responsabile.

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