Francesco Pungitore
Francesco Pungitore

The China Study - Scienza e dubbio metodico

Un best seller di livello mondiale protagonista del venerdì di “Naturium” lo scorso 29 maggio 2015. Il progetto culturale, ideato da Giovanni Sgrò, ha focalizzato l'attenzione sul libro di Colin e Thomas Campbell “The China Study – Lo studio più completo sull'alimentazione mai condotto finora” (Macro Edizioni). Ne hanno discusso a Rende (Cs), presso la sala congressi dell'Hotel Marconi, le dottoresse Valentina Mazzuca e Mariagrazia Vigliarolo, biologhe nutrizioniste, la dottoressa Anna Russo, chimica, e il professor Giancarlo Statti, docente Unical. L'opera oggetto dell'incontro è una corposa e approfondita indagine sull’alimentazione umana e sugli effetti che il cibo che consumiamo ha sul nostro stato di salute. Ha introdotto la tavola rotonda il giornalista Francesco Pungitore, portavoce del progetto culturale “Naturium”. 

La relazione di Francesco Pungitore

RENDE - 29.05.2015 - Innanzitutto un ringraziamento a tutti voi che con la vostra presenza confermate la bontà del percorso che abbiamo intrapreso con il nostro progetto culturale.
Naturium è, infatti, anche e soprattutto questo: un progetto culturale nato da una geniale intuizione di un imprenditore, Giovanni Sgrò.
Se ci troviamo qui, oggi, a discutere di alimentazione, salute, benessere, in termini così aperti, divulgativi ed originali, è soprattutto merito suo, e di questo lo ringraziamo.
Dunque, l'aspetto commerciale di Naturium (il negozio bio, il più grande in Calabria), ha una sua interfaccia culturale altrettanto importante che procede di par passo con le attività imprenditoriali del marchio.
L'iniziativa di oggi si colloca in questo contesto.
E qual è il contesto e il senso che vogliamo dare a una tavola rotonda come quella di oggi? In una parola: la consapevolezza.
Consapevolezza alimentare, nel nostro specifico caso di oggi. Ma io direi, più in generale, consapevolezza del nostro ruolo nella società e nell'ambiente che ci circonda.
Perché se è vero che l'alimentazione rappresenta il bisogno primario o uno dei bisogni primari dell'uomo, allora è consequenziale il fatto che attorno a questa esigenza naturale si debba innestare il nostro approccio fondamentale alla vita e alle relazioni che in essa e con essa costruiamo: con noi stessi, con gli altri, con le cose che ci circondano.
Dunque, potremmo anche dire che la consapevolezza che noi ricerchiamo e stimoliamo risponde ad un bisogno che è sì materiale ma anche spirituale, ovvero filosofico, perché investe direttamente il nostro modo di pensare.
E' anche un bisogno educativo, e non a caso da alcuni mesi Naturium ha avviato un importante percorso didattico con alcune scuole primarie di Cosenza per  approcciare le problematiche del cibo, dell'alimentazione, del vivere sani, del consumo e della sostenibilità ambientale, fin dalla più giovane età.
Del resto, che questi temi abbiano una valenza storica epocale non lo diciamo noi ma l'interno pianeta se, guarda caso, il tema in discussione oggi all'Expo di Milano è proprio questo di cui stiamo parlando.
Noi abbiamo iniziato qualche anno prima, insieme a tanti altri ovviamente, forse perché già avviati sulla strada della consapevolezza.
Ed eccoci, dunque, arrivati al nostro tema odierno che noi affronteremo con il contributo autorevole dei nostri relatori: la dottoressa Valentina Mazzuca, la dottoressa Mariagrazia Vigliarolo, la dottoressa Anna Russo, il professor Giancarlo Statti.
Non ultimo saremo anche aiutati da una brava artista che esemplificherà in immagini l'evolversi del nostro dibattito che vogliamo aperto anche al contributo di chi oggi partecipa tra il pubblico.
Non mi dilungherò molto sul libro, perché ne parlerà sicuramente di più e meglio chi interverrà dopo.
Solo una breve considerazione da parte mia. Lo Studio Cina del dottor Campbell è un best seller mondiale. Lo sappiamo tutti. Ma non è un libro facile da leggere. Non lo è, a mio avviso, per una fondamentale questione psicologica.
Questo libro scardina sistemi consolidati, idee stratificate nel tempo, convinzioni che credevamo salde e inattaccabili.
Pensate ad un genitore che per anni ha litigato con i propri figli per imporre una colazione a base di latte e derivati, e gli altri pasti in gran parte a base di proteine animali e cibi raffinati.
Pensate a questo genitore quando si sente dire che tutto ciò che ha considerato buono e giusto per se stesso e per la propria famiglia non è altro che – cito testualmente – un ambiente alimentare tossico.
E che questo ambiente alimentare tossico, propagandato dall'industria alimentare, è causa di malattie gravi che distruggono le basi della nostra vita.
La prima reazione di questo genitore, secondo voi, quale potrebbe essere? Nella stragrande maggioranza dei casi, un atteggiamento di chiusura. Non di richiesta di maggiore consapevolezza.
Ed è qui che secondo me entra in gioco la vera forza dirompente di questo testo. Di libri che raccontano la pratica sana della dieta vegetariana ce ne sono una moltitudine. Chi sa di Yoga conosce ovviamente gli scritti di Yogananda, Kriyananda e tutte le loro raccomandazioni alimentari. Se vogliamo andare anche oltre, proprio qui in Calabria abbiamo i primi esempi storici di vegetariani convinti: mi riferisco agli Orfici ed ai Pitagorici. Oltre 2.500 anni fa.
E però, lì siamo ancora sul terreno delle idee, della filosofia, dell'opinione dell'uno cui si può contrapporre la tesi dell'altro.
Lo Studio Cina di Campbell, invece, va oltre. Campbell parla il linguaggio moderno della scienza, procede seguendo il metodo scientifico, espone risultati che sono frutto di anni e anni di sperimentazioni sul campo, analisi, indagini, persino test condotti sugli animali. Migliaia e migliaia di casi studiati.
Cosa implica questo?
Che la linea di demarcazione tra industria, scienza e medicina, per fortuna non è ancora così arbitraria e confusa come qualcuno vorrebbe.
Esiste una scienza coerente con le sue origini, con i suoi principi, che esercita l'arte del dubbio contro dogmi consolidati che si vorrebbe far credere inattaccabili.
E' la scienza del famoso “eppur si muove”. Campbell direbbe “eppure fa male”  riferendosi alle proteine animali. “Eppure fanno male”.
Basterà questo per innescare un processo di consapevole rivoluzione alimentare. Questo non è dato saperlo.
A noi per ora basta condividere con voi queste informazioni e questo percorso, in libertà ma con serio rigore scientifico. Per poter dire anche a chi si rifugia dietro l'ipse dixit delle varie organizzazioni mondiali, degli apparati consolidati, dei protocolli acquisiti, che proprio dal dubbio nascono la ricerca e i più grandi traguardi raggiunti dalla scienza moderna.

 

 

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