Francesco Pungitore
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Cassiodoro, grande politico e raffinato filosofo

Perché le nostre scuole lo ignorano?

[15 luglio 2014] Proprio in questi giorni il "Sole 24 Ore" ha dedicato una intera pagina a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, uomo politico e filosofo della nostra Squillace, nato intorno al 484 d. C e morto, quasi centenario, dopo una vita particolarmente intensa e feconda. Il titolo dell'articolo, a firma del cardinale Gianfranco Ravasi, recitava, più o meno, così: "Senatore cristiano, raffinato intellettuale, ancora poco conosciuto". E, in effetti, come dargli torto? La figura di Cassiodoro resta, in gran parte, confinata tra le ricerche degli addetti ai lavori e risulta pressoché sconosciuta, ad esempio, alla stragrande maggioranza degli studenti che pure hanno a che fare, negli anni del liceo, con i manuali di storia della filosofia. Ma chi era Cassiodoro? Membro di una famiglia nobile del suo tempo, fu tra i più alti consiglieri del sovrano Teodorico, nella stagione tradizionalmente nota come l'età dei regni romano-barbarici. Per inquadrare meglio il periodo, Romolo Augustolo viene deposto nel 476, data che segna formalmente la caduta dell'Impero Romano. Dunque, Cassiodoro Senatore opera nel nuovo contesto goto-romano, con straordinario successo personale. Assume gli incarichi di quaestor, console, magister offficiorum, praefectus praetorio, acquistando grande potere e influenza nell'ambiente di corte. Nelle difficili contrapposizioni tra mondo romano e germanico, tra mondo classico e cristiano, tra ariani e bizantini, dimostra equilibrio, capacità di mediazione, predisposizione alla diplomazia. Scrive oltre 400 lettere a nome proprio o a nome del re, tramandate e raccolte nei dodici libri delle "Variae". Ma, soprattutto, dopo un lungo periodo di permanenza a Costantinopoli, torna e Squillace e fonda il "Vivarium" (nome derivante dalle vasche per l'allevamento del pesce, ancora visibili nella zona di Copanello). La Calabria diventa, così, la sede di un grande progetto di salvaguardia e conservazione del patrimonio culturale del mondo antico. Il suo "Vivarium" non è solo una scuola cristiana di alta formazione (la prima al mondo), non è solo una comunità monastica di origine signorile. Questo luogo garantirà all'intero Occidente la trasmissione dei testi classici alle età successive. Senza il "Vivarium", probabilmente, la restituzione della tradizione antica ai secoli futuri sarebbe avvenuta in maniera più frammentaria. La stessa comprensione della tradizione classica, filtrata dai nuovi testi cristiani, forse si sarebbe persa. Questo personaggio di così enorme rilievo storico e filosofico era un calabrese di Squillace, ignorato dai programmi didattici delle nostre scuole.

Francesco Pungitore

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